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INDAGINE ENTOMOLOGICA
ALL'ABISSO DELL'EREMITA
Il 21 marzo 2008 Ho avuto
l’opportunità, grazie a Matteo e Silvia che conoscono la mia passione in
erba per la biospeleologia, di partecipare ad una sessione di ricerca di un gruppo di
entomologi del nord Italia (Andrea Petrioli, Paolo Magrini e Augusto
Degiovanni) che da un po’ di tempo a questa parte, quando ne hanno la
possibilità, si recano in Sicilia per effettuare delle ricerche che fino
ad ora hanno dato loro dei frutti più che discreti. Il Gruppo Speleo
C.A.I. Palermo ha avuto l’opportunità e il piacere di dargli una mano.
Il mio ruolo in questa faccenda è stato quello di accompagnarli
all’Abisso dell’Eremita a Castellammare del Golfo (TP) e di carpire
tutto quello che potevo …
La ricerca, che ha avuto come campo
d’indagine l’area degli scavi alla quale si accede dall’”ingresso
basso”, è stata effettuata nello strato endogeo del suolo attraverso
metodi di ricerca diretta (aspiratori, pinzette, lenti d’ingrandimento)
ed indiretta (sistemazione di trappole con esca organica). In
particolare, durante la ricerca diretta, sono stati rinvenuti due addomi
di coleotteri che lì per lì sono stati identificati come appartenenti al
Genere Troglorhynchus (famiglia Curculionidi).
Qualche tempo fa ho spedito una e mail
ad Andrea Petrioli, uno dei tre ragazzi che ho accompagnato, per
chiedergli come procedeva con l’identificazione di quegli addomi ed in
particolare di descrivermi in maniera semplice e veloce la loro attività
con specifico riferimento a quella che svolgono in Sicilia.
Andrea mi ha risposto subito:
“Le attività che svolgiamo in Sicilia
(ma non solo) sono finalizzate al miglioramento della conoscenza
sistematica, zoogeografica e eto-ecologica della Famiglia dei
Coleotteri Carabidi e di altri Coleotteri "specializzati" come alcune
Tribù di Curculionidi, Stafilinidi ecc.
La Sicilia risulta una regione
particolarmente interessante da studiare per molteplici motivi; in primo
luogo, essendo un'isola, è geograficamente "isolata" dal continente
(cosa ovvia) e ciò ha impedito il flusso "genico" soprattutto
all'interno di quei Generi di animali che hanno un basso potere di
dispersione (come appunto molti Coleotteri atteri o brachitteri ossia
che hanno perso con l'evoluzione la funzionalità delle ali membranose
che solitamente presentano sotto le elitre. Tra gli animali a basso
potere di dispersione risultano appunto quelli che vivono negli ambienti
"estremi" come le vette dei monti (dove sono legati a fattori termici),
gli ambienti endogei in generale e, fra questi, appunto, le grotte.
In quest'ultimi due casi oltre
l'inutilità delle ali per il volo, risultano inutili gli occhi e la
pigmentazione della chitina, tant'è che le Specie endogee o troglobie
sono sempre cieche e di colore giallo-testaceo (a prescindere dalla
Famiglia di appartenenza).
Le caratteristiche ecologiche degli
ambienti di ricerca sono molto importanti e costanti (in base alle
conoscenza acquisite) salvo, poi, ampliarle e modificarle a seguito di
nuove scoperte. E' un po' quello che è accaduto con il ritrovamento del
Duvalius aliciae allo Zingaro relativamente al parametro temperatura e
vicinanza al mare (non a caso non siamo proprio convinti che si tratti
di un Duvalius in senso stretto).
Un'altro aspetto importante che ci ha
portato a prediligere la Sicilia per le nostre ricerche è la scarsa
conoscenza che per ora si ha nell'ambito degli aspetti da noi indagati.
Ne sono testimonianza proprio le numerose recenti descrizioni dal noi
effettuate. E' chiaro che gli ambienti indagati non sono così semplici
da affrontare e i "successi" ottenuti sono frutto di decenni di
esperienze sul campo in giro per tutta Italia.
Per quanto riguarda la grotta
dell'Eremita ti confermo quanto diagnosticato in loco. Sono stati
raccolti due addomi di Troglorhynchus sp., un Genere specializzato
appartenente alla Famiglia dei Coleotteri Curculionidi. Sicuramente sarà
una Specie nuova dal momento in cui il Troglorhynchus conosciuto più
vicino a quello della Gr. dell'Eremita è presente in Basilicata. Il
nuovo dato amplia enormemente l'areale di distribuzione del Genere
nonché fornisce importanti informazioni per ulteriori ricerche (vuol
dire che il Genere Troglorhynchus è probabilmente distribuito per tutta
la Calabria e la Sicilia del nord).
Sfortunatamente gli addomi non hanno
mantenuto le strutture anatomiche interne e quindi non è stato possibile
neppure verificare se gli esemplari fossero maschi o femmine. Quindi è
impossibile effettuare una eventuale descrizione o pubblicazione
relativa a tale Coleottero”.
Nessun problema, saremo più fortunati!
Francesco Milazzo
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